
Dal 2026 il fringe benefit dell'auto aziendale non dipende più dalle emissioni ma dall'alimentazione, e il decreto correttivo di agosto ha aggiunto due maggiorazioni che possono far crescere il valore tassabile di oltre la metà. Ecco le aliquote aggiornate, l'ordine esatto dei calcoli e cosa conviene mettere in flotta.
Che cos'è il fringe benefit dell'auto aziendale
Quando un'azienda assegna un'auto a un dipendente e gli consente di usarla anche fuori dall'orario di lavoro, quell'uso privato è una forma di retribuzione in natura. Il fisco lo chiama fringe benefit e lo tassa come stipendio, ai fini IRPEF e contributivi. Non si misura però il reale utilizzo privato: l'articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR fissa un valore convenzionale, calcolato sul costo chilometrico ACI del modello moltiplicato per 15.000 chilometri all'anno e poi ridotto a una percentuale.
Quella percentuale è il cuore della partita, perché è l'unica variabile che l'azienda può scegliere nel momento in cui decide quale auto mettere in flotta. E dal 2026 è diventata più importante che mai, per due motivi: le aliquote non dipendono più dalle emissioni di CO2 ma dall'alimentazione, e a fine estate il legislatore ha aggiunto due maggiorazioni che possono far crescere il valore tassabile di oltre la metà.
Le tre percentuali del 2026: 10%, 20%, 50%
La legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha sostituito le vecchie fasce di CO2 con una griglia secca basata su come il veicolo si alimenta. Per le auto immatricolate e assegnate in uso promiscuo nel nuovo regime le percentuali sono queste:
| Alimentazione | Percentuale 2026 | Logica |
|---|---|---|
| Elettrico a batteria (BEV) | 10% | Il benefit tassabile è un decimo del valore convenzionale |
| Ibrido plug-in (PHEV) | 20% | Il doppio dell'elettrico, la metà del termico |
| Tutti gli altri veicoli | 50% | Benzina, diesel, GPL, metano, mild e full hybrid |
La differenza è enorme e vale la pena vederla con un numero. Ipotizziamo un costo chilometrico ACI di 0,50 euro: il valore convenzionale annuo è 15.000 × 0,50 = 7.500 euro. Su quella base il fringe benefit vale 750 euro se l'auto è elettrica, 1.500 euro se è plug-in, 3.750 euro se è una qualunque benzina o diesel. A parità di costo chilometrico, cioè a parità di quanto l'auto costa davvero all'azienda, il dipendente si vede tassare cinque volte tanto scegliendo il termico.
Attenzione a un equivoco frequente: le ibride non plug-in non hanno alcuno sconto. Una mild hybrid o una full hybrid, per quanto efficiente, rientra nel 50% esattamente come un diesel. Lo sconto fiscale premia solo la spina.
Le due maggiorazioni del D.Lgs. 148/2026
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 185 dell'11 agosto 2026 ed entrato in vigore il 12 agosto, ha riscritto la norma aggiungendo due incrementi che si applicano già dal periodo d'imposta 2026.
Maggiorazione del 50% per i veicoli oltre il quinto anno
Il valore del benefit cresce del 50% quando il veicolo ha superato il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione. Conta l'anno di immatricolazione, non quello di assegnazione: un'auto immatricolata nel 2020 subisce la maggiorazione dal 1° gennaio 2026, una del 2021 dal 1° gennaio 2027. La riassegnazione a un altro dipendente non fa ripartire il quinquennio, perché il parametro resta attaccato al veicolo.
Applicata alle tre aliquote base, la maggiorazione porta l'elettrico al 15%, il plug-in al 30% e tutti gli altri al 75%.
Maggiorazione del 5% per accessori e allestimenti
Se sull'auto ci sono optional o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore, il valore sale di un ulteriore 5% forfettario. Questa seconda maggiorazione vale anche per i veicoli che restano nel regime transitorio. Le due si cumulano: con entrambe il valore tassabile diventa 1,575 volte quello di partenza, cioè il 57,5% in più.
L'ordine dei passaggi cambia il risultato
La sequenza di calcolo è vincolante e sbagliarla costa soldi al dipendente. Si procede così:
- costo chilometrico ACI del modello × 15.000 km = valore convenzionale annuo;
- si sottraggono le somme trattenute al dipendente per la concessione del veicolo, compresi gli importi riaddebitati per accessori e allestimenti;
- si applica l'aliquota di regime (10%, 20% o 50%);
- solo adesso si applicano le maggiorazioni, prima il 50% per l'anzianità e poi il 5% per gli optional;
- il risultato si proporziona ai giorni di effettiva disponibilità del veicolo nell'anno.
Un esempio. Valore convenzionale 7.500 euro, trattenuta al dipendente 500 euro, auto a benzina immatricolata nel 2020 con optional non tabellari. Si parte da 7.500 − 500 = 7.000 euro, si applica il 50% e si ottengono 3.500 euro, si moltiplica per 1,50 arrivando a 5.250 euro e infine per 1,05 ottenendo 5.512,50 euro. Se invece si maggiorasse prima e si sottraesse la trattenuta dopo, il risultato sarebbe più alto di qualche centinaio di euro: è l'errore più comune nei conteggi di busta paga di questi mesi.
Chi resta con le vecchie percentuali CO2
Non tutte le flotte passano al nuovo regime. Resta applicabile la disciplina in vigore al 31 dicembre 2024 — quella legata alle emissioni, con il 25% fino a 60 g/km, il 30% oltre 60 e fino a 160, il 50% oltre 160 e fino a 190, il 60% sopra 190 — per i veicoli concessi in uso promiscuo tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024 e per quelli ordinati entro il 31 dicembre 2024. Su quest'ultimo punto il D.Lgs. 148/2026 ha allargato la salvaguardia a tutte le concessioni effettuate nel 2025, mentre prima si fermava, a certe condizioni, al 30 giugno 2025.
Anche dentro il regime transitorio, dal 2026 si applicano le due maggiorazioni: il +50% per i veicoli oltre il quinto anno e il +5% sugli optional extra-tabellari. Chi ha in flotta auto immatricolate nel 2020 o prima, quindi, vede salire il benefit anche senza aver cambiato nulla.
La soglia di non imponibilità e perché l'elettrico la rispetta
I fringe benefit non concorrono al reddito fino a 1.000 euro all'anno, soglia che sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Il punto delicato è che si tratta di una soglia e non di una franchigia: se il totale dei benefit la supera, diventa tassabile l'intero importo e non solo la parte eccedente.
Ecco perché nel 2026 la scelta dell'alimentazione pesa così tanto. Riprendendo l'esempio da 7.500 euro di valore convenzionale, un'auto elettrica genera 750 euro di benefit e resta sotto soglia: zero tassazione. La stessa auto a benzina genera 3.750 euro e porta a tassazione tutto. Una buona notizia per chi sta rinnovando la flotta, una trappola per chi assegna buoni carburante o altri benefit minori senza sommarli al valore dell'auto.
Il lato azienda: deducibilità al 70% e IVA
Per l'impresa l'uso promiscuo è il regime più favorevole previsto dall'articolo 164 del TUIR. I costi del veicolo — canoni di noleggio a lungo termine compresi — sono deducibili al 70% senza alcun tetto assoluto, a condizione che l'uso promiscuo riguardi la maggior parte del periodo d'imposta e risulti da documentazione idonea, tipicamente una clausola nel contratto di lavoro. È una differenza sostanziale rispetto all'auto aziendale "pura", dove la deduzione scende al 20% e i canoni di noleggio sono deducibili solo entro 3.615,20 euro all'anno.
Sull'IVA la regola ordinaria è la detrazione al 40%. Se però l'azienda addebita al dipendente un corrispettivo specifico assoggettato a IVA almeno pari al valore normale, l'auto è considerata utilizzata interamente nell'esercizio dell'impresa e la detrazione sale al 100%. È un meccanismo delicato nella quantificazione, che va impostato con il consulente prima della firma del contratto e non dopo.
Se stai ancora valutando quale forma scegliere, il nostro confronto fra noleggio, acquisto e leasing mette a fianco deducibilità, immobilizzo di capitale e rischio sul valore residuo.
Cosa conviene mettere in flotta nel 2026
Il catalogo KeyBee di ottobre 2026 conta 256 configurazioni di 39 marche, di cui 62 elettriche o plug-in. Tutti i canoni che seguono sono IVA esclusa e si riferiscono a 10.000 km all'anno.
| Modello | Alimentazione | % benefit | Canone | Durata e anticipo |
|---|---|---|---|---|
| Leapmotor T03 BEV 37,3 kWh | Elettrico | 10% | 235 €/mese | 60 mesi, anticipo 3.500 € |
| BYD Dolphin Surf 43,2 kWh Boost | Elettrico | 10% | 305 €/mese | 60 mesi, anticipo 4.000 € |
| FIAT 500 Elettrica Pop 95 cv | Elettrico | 10% | 315 €/mese | 60 mesi, anticipo 3.500 € |
| Citroën ë-C3 Elettrico 113 cv | Elettrico | 10% | 319 €/mese | 60 mesi, anticipo 4.000 € |
| Nissan Micra 52 kWh Advance | Elettrico | 10% | 339 €/mese | 60 mesi, anticipo 4.000 € |
| BYD Seal 6 DM-i Touring | Plug-in | 20% | 286 €/mese | 48 mesi, anticipo 6.000 € |
| BYD Dolphin G DM-i 175 cv Active | Plug-in | 20% | 299 €/mese | 60 mesi, anticipo 4.000 € |
| MG HS 1.5 T PHEV Comfort | Plug-in | 20% | 395 €/mese | 60 mesi, anticipo 5.000 € |
Il confronto va fatto sul costo complessivo per l'azienda e non solo sul canone. Una FIAT Pandina Hybrid Icon costa 173 euro al mese su 48 mesi con 3.500 euro di anticipo, meno di qualunque elettrica del listino, ma è una mild hybrid: finisce nel 50% e con un costo chilometrico ACI anche modesto porta il dipendente oltre la soglia dei 1.000 euro. L'elettrica costa di più in canone e meno in busta paga. Quale delle due convenga dipende da quanto il dipendente guadagna, da quanti chilometri fa davvero e da quale aliquota marginale ha: l'unico modo di deciderlo è metterli a confronto con il calcolatore di rata e con i numeri reali della tua azienda.
Se l'immobilizzo iniziale è il problema, nel listino ci sono tre formule a zero anticipo, tutte su 60 mesi: KIA Picanto 1.0 GDi AMT Urban a 245 euro al mese, Ford Puma 1.0 EcoBoost Hybrid ST-Line a 339 e MG HS 1.5 T HEV Luxury AT a 395, canoni IVA esclusa. Le trovi tutte nella pagina noleggio senza anticipo, mentre il listino completo è su veicoli e il catalogo KIA raccoglie le configurazioni del marchio.
Tre errori che vediamo spesso
- Confondere auto aziendale e uso promiscuo. Sono due regimi diversi: il 70% di deducibilità senza tetto si ottiene solo con l'assegnazione documentata al dipendente per la maggior parte del periodo d'imposta. Senza quella documentazione si torna al 20% con i tetti.
- Dimenticare i benefit minori. Buoni carburante, polizze, rimborsi: entrano nello stesso plafond dei 1.000 o 2.000 euro. Un'auto elettrica sotto soglia può diventare tassabile per colpa di un buono spesa.
- Scegliere l'auto guardando solo il canone. Due veicoli con lo stesso canone possono generare un benefit cinque volte diverso. La valutazione va fatta a monte, quando si sceglie il modello, non a dicembre in sede di conguaglio.
Prima di firmare puoi verificare in pochi minuti la posizione della tua azienda con il pre-scoring KeyBee, e la pagina cosa serve elenca i documenti richiesti per una partita IVA o una società di capitali.
Questa guida ha finalità informative e riflette la normativa in vigore all'8 ottobre 2026. Il calcolo del fringe benefit dipende dal costo chilometrico ACI del singolo modello, dalla data di prima immatricolazione, dalla data di assegnazione e dagli eventuali riaddebiti al dipendente: prima di impostare la busta paga o di firmare un contratto, verifica con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Quali sono le percentuali del fringe benefit auto nel 2026?
Per i veicoli nel nuovo regime si applica il 10% del valore convenzionale per le auto elettriche a batteria, il 20% per gli ibridi plug-in e il 50% per tutti gli altri, comprese le mild e full hybrid. Il valore convenzionale è il costo chilometrico ACI del modello moltiplicato per 15.000 chilometri all'anno.
Che cosa ha cambiato il D.Lgs. 148/2026?
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, in vigore dal 12 agosto 2026, ha introdotto due maggiorazioni applicabili già dal periodo d'imposta 2026: +50% per i veicoli che hanno superato il quinto anno dalla prima immatricolazione e +5% per optional o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati dal lavoratore. Cumulate, portano il valore a 1,575 volte quello di partenza.
Un'auto immatricolata nel 2020 subisce la maggiorazione?
Sì. Il +50% scatta dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione, quindi dal 1° gennaio 2026 per i veicoli del 2020 e dal 1° gennaio 2027 per quelli del 2021. Conta l'anno di immatricolazione, non quello di assegnazione, e la riassegnazione a un altro dipendente non fa ripartire il quinquennio.
Fino a quanto il fringe benefit non è tassato?
La soglia di non imponibilità è di 1.000 euro all'anno, elevata a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. È una soglia e non una franchigia: se il totale dei benefit la supera, concorre al reddito l'intero importo e non solo la parte eccedente. Nel plafond rientrano anche buoni carburante, polizze e altri benefit minori.
Quanto è deducibile per l'azienda il noleggio di un'auto in uso promiscuo?
I costi del veicolo, canoni di noleggio a lungo termine compresi, sono deducibili al 70% senza tetto assoluto, purché l'uso promiscuo riguardi la maggior parte del periodo d'imposta e risulti da documentazione idonea. Senza quei requisiti si applica la deduzione ordinaria del 20% con il limite di 3.615,20 euro annui sui canoni. Verifica sempre la tua situazione con il commercialista.
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